Un paio di settimane fa sono andata a Londra tre giorni di fila e ho confermato l'opinione che ho avuto della capitale inglese fin dalla prima volta in cui ci sono andata. Londra e' infinita, e' mille città e nessuna allo stesso tempo, ha la capacità di farti sentire a casa e sulla luna nel giro di pochi secondi e, soprattutto, di Londra non ci stanca mai. O almeno questo succede a me.
Durante quelle tre giornate, ho visitato alcuni dei miei posti preferiti, ne ho conosciuti di nuovi e ho spuntato dalla mia lista delle cose da vedere alcuni elementi.
Day I - Giovedi'
Finalmente, finalmente, finalmente: Harry Potter Studios!
Io e Adel siamo andate insieme e, dopo aver quasi perso una delle coincidenze, abbiamo incontrato li' Alice, le altre due exchange che vivono con lei e il suo host-brother.
Gli Studios sono bellissimi, non rivelerò niente nel caso qualcuno di voi voglia andarci, ma se non l'avete ancora fatto, prenotate una visita nel vostro prossimo soggiorno in Inghilterra.
Il biglietto costa abbastanza, ma il posto dentro e' grandissimo e piuttosto interattivo (si puo' fare la classica foto al binario 9 e 3/4 -sebbene quello vero sia a King's Cross-, salire sulla vera locomotiva usata per l'Hogwarts Express e, attraverso una simulazione e un telo verde, rivivere parte del tragitto e tanto altro che vi invito a scoprire) e, soprattutto, l'atmosfera e' magica. Volete poi mettere l'emozione di essere in uno dei posti più nerd di sempre, circondati da nerd come voi? Perfetto.
Day II - Venerdi'
Era l'ultimo giorno in Inghilterra della mia amica Norvegese così siamo partite presto la mattina e, dopo svariati cambi, abbiamo raggiunto il Cereal Killer Cafe a Bethnal Green, un quartiere di Londra in cui non ero mai stata e di cui mi sono innamorata. Non per l'architettura o i monumenti, in quanto nulla spicca particolarmente se non un lunghissimo murales sulla destra della stazione di Shoreditch High Street o qualche bel palazzo, ma perché questa e' la Londra vivibile, quella della gente vera. Pochissimi turisti, nessun negozio di souvenirs o venditore di selfie-sticks, solo piccoli bar, i negozi della vita quotidiana, qualche parco. Il clima frenetico della City e' lontanissimo eppure la magia di Londra e' ancora respirabile nell'aria. Il cafe poi e' carinissimo, molto particolare, ma comunque piuttosto economico. Come si legge dal sito -e come si nota appena entrati- vendono un sacco di tipi di cereali ed e' possibile mischiarli tra di loro, aggiungere dei 'toppings' (italiano?) e infine scegliere tra un sacco di varianti diverse, dal classico scremato a quello al caramello.
Successivamente siamo andate invece nel super centro di Londra per andare a visitare l'acquario che si trova accanto al London Eye. Non mi ricordo esattamente come l'idea ci sia venuta, ma e' stato sicuramente un bel pomeriggio e sicuramente e' un posto che merita una visita e il biglietto, sebbene non sia economico, permette di entrare e uscire per tutto il giorno - ed e' più economico se fatto con quello di un'altra attrazione.
Day III - Sabato
Dopo tre ore di sonno, io, Mette e la sua host family siamo partiti alle cinque e mezza del mattino per andare in aeroporto a Gatwick da cui, con la vista appannata dalle lacrime, ho preso il treno per tornare a Londra e poi la Tube fino a Camden Town, decisamente il mio posto preferito al mondo.
Li' ho fatto una passeggiata lungo il fiume e, verso le dieci, sono tornata all'uscita della metropolitana dove ho incontrato una mia compagna di classe, venuta per un mese in Inghilterra dagli zii, e un'altra ragazza che era nella mia classe l'anno scorso, ma che si e' trasferita ad Oxford per studiare e che aveva portato anche una sua amica. Insieme ci siamo così dirette a passo sicuro verso lo stand di Cookies and scream e li', da tradizione, abbiamo preso un frappe'. Era il terzo che provavo e non mi hanno mai deluso, buoni ed economici vista la quantità e il fatto di essere a Londra. Se vi trovate nei paraggi, andateci assolutamente.
Da li' siamo andate a fare una passeggiata per Covent Garden dove poi, più tardi, abbiamo anche pranzato di un ristorante vegano molto carino, il Wild Food Cafe, dove i prezzi non sono pero' troppo bassi. Il cibo era comunque buono e il clima e l'arredamento del locale confortevoli.
Poi ci siamo divise e io e la mia compagna di classe siamo andate a fare una passeggiata lungo le rive del Tamigi fino a Westminster dove ci siamo salutate e separate a nostra volta, ognuna diretta a casa.
Day IV - Giovedi'
Ultima volta a Londra durante il mio anno all'estero, questa volta con la mia amica Alice che era venuta a stare a Ramsgate da me dal lunedì prima e che giovedì e' poi tornata dalla sua host family a Bristol.
Per prima cosa siamo andate a St. Paul's Cathedral, una chiesa molto bella che volevo vedere da parecchio. Purtroppo non siamo potute entrare dato che qualcosa stava succedendo e tutta l'area era transennata e il posto pieno di poliziotti e telecamere. Chissà. e' comunque valsa la pena camminarci attorno e constatare che sembra una piccola versione di San Pietro, ma a Londra. Trovare casa lontano da casa.
Da li' poi siamo andate al Natural History Museum e io, davvero, mi sono innamorata dell'edificio. Volevo andarci perché dalle foto sembrava un posto davvero bello ma, una volta dentro, credo di aver ripetuto "wow" almeno quindici volte al secondo. Bellissimo e merita una visita, anche se corta come lo e' stata la nostra. Abbiamo poi continuato il nostro viaggio nella cultura andando alla National Gallery in Trafalgar Square che, come il museo di storia naturale, e' ad ingresso libero.
La nostra idea iniziale era di farci una passeggiatina di mezz'ora fra i quadri e poi uscire, ma abbiamo finito per perderci fra le innumerevoli sale e opere e perciò la nostra visita e' poi durata più di quanto programmato. Tra i tanti dipinti visti, abbiamo ammirato alcuni di quelli studiati a scuola -come quelli di Masaccio e Piero della Francesca-, altri super famosi come I Girasoli di Van Gogh o le Ninfee di Monet. Bellissimi.
Infine abbiamo girato per i negozi di souvenirs da brave turiste e, distrutte dal camminare e da un sole sconosciuto in Inghilterra, ci siamo salutate a Victoria Station.
Mi manchera' avere Londra cosi' vicina, ma sono grata di aver avuto la possibilità di viverla sotto quest'altra prospettiva e aspetto già con ansia il momento del nostro prossimo incontro.
A presto,
xx
Giulia.
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mercoledì 24 giugno 2015
domenica 12 ottobre 2014
#6 incontri
Rieccomi!
Fuori inizia a fare davvero freddo, il cielo e' quasi sempre di un grigio pallido, quello che piace a mio papa' perche' dice che rende Ferrara piu' bella.
Qui sicuramente rende tutto piu' caratteristico, in pieno stile british.
Questa settimana e' stata piena di alti e bassi, la piu' bipolare e altalenante finora (ho dovuto controllare come si scrivesse, mi scuso per gli errori di italiano, perche' inizio a non ricordarmi piu' alcune cose).
Lunedi' a scuola sono stata male di nuovo. Ho aspettato per un po' in una stanzina apposta, la "Medical Room", con panche, cuscini, una coperta e un distributore d'acqua e poi, dato che nessuno riusciva a venirmi a prendere e l'Head del Sixth Form era impegnata, mi hanno chiamato un taxi e sono andata a casa.
Ero davvero abbattuta e stanca di stare male, percio' la sera mi Paul e Anita mi hanno accompagnata all'ospedale, dove ho ricevuto un parere medico, una dignosi e una cura. Ora le cose sembrano andare bene.
All'ospedale ho avuto l'ennesima prova della mia strabiliante fortuna.
Il medico che mi ha visitato, infatti, era asiatico (non ben identificato) e con un accento incredibilmente marcato. Ho dovuto cosi' ripetere tutto cio' che mi veniva detto per essere sicura di capire bene. Faticoso, ma alla fine ce l'ho fatta.
Martedi' e mercoledi' sono quindi stata a casa a riprendermi, ma il mio morale ha avuto un crollo.
Il problema, la cosa che piu' ho avvertito in quei due giorni, era la mancanza del concetto di famiglia, ancora piu' che la mancanza della mia famiglia.
La mia host family e' gentile con me, mi ci trovo tutto sommato bene, ma le persone sono generalmente piu' fredde. A tavola si parla poco o niente, la sera sul divano uguale.
Mi mancano le risate, le conversazioni piu' o meno impegnate, le cose fatte insieme, le uscite.
Ma tutte queste mancanze mi stanno temprando, mi stanno rendendo piu' forte, mostrando lati del mio carattere che non sapevo di possedere e facendomi rivalutare l'idea che avevo del mio Paese.
Giovedi' la mia scuola ha deciso di ricordarmi quanto io non capisca la fisica, ma il rientro ha riportato su di quota il mio morale. Nessuna news di particolare rilevanza, se non un Livello 7 (corrispondente al massimo) nella verifica di matematica inaspettatissimo.
Venerdi' e' stato il giorno in cui credo di aver ricevuto piu' complimenti in tutta la mia vita.
Dopo la scuola sono andata prima a Ramsgate e poi in una clinica vicino a casa per registrarmi al GP e avere cosi' accesso ai medici di base.
A Ramsgate ho fatto una foto per la fototessera, o meglio, me la sono fatta scattare dal proprietario del negozio. Arthur, questo il suo nome, mi ha raccontato di aver fatto tante foto, ma che la mia era assolutamente tra le migliori, che il mio sguardo fisso in camera era magnetico.
Davvero carinissimo e super attivo per avere circa novant'anni.
Nel frattempo nel negozio e' entrato anche un ragazzo piu' giovane che, dopo essersi complimentato a sua volta, ha scoperto che ero italiana e ha iniziato a tenere un sermone su quanto gli sarebbe piaciuto visitare il Bel Paese e trovarsi una fidanzata italiana (e, data la stazza, poi mangiarsela, presumo).
Successivamente sono passata a trovare la cameriera dolcina, abbiamo preso un cffe' assieme (che mi ricordava tantissimo quelli che si bevono in Argentina) e anche lei mi ha riempita di commenti carini, finendo per alzarsi nel bel mezzo della conversazione per mettersi il rossetto, perche' cosi' "sfigurava meno".
Infine l'infermiera alla reception della clinica mi ha chiamato "sweetheart" per tutta la durata del nostro incontro ed e' stata la dolce chiusura di un dolce pomeriggio.
Sabato, ieri, sono poi tornata a Ramsgate per vedere la biblioteca.
Leggere mi manca e leggere in inglese mi aiutera' anche con la lingua, quindi la prossima settimana tornero' e faro' la carta.
Dato il bel tempo (oggi totalmente scomparso), ho fatto un giretto per il paese, entrando in alcuni negozietti o semplicemente guardandomi intorno.
Ramsgate mi piace, davvero tanto.
Tra le altre cose, sono entrata in una delle volte vicino al porto, una specie di garage in cui una signora vendeva di tutto. Per tutto, intendo davvero tutto.
Infine oggi sono andata a Margate.
L'idea originale era quella di visitare la "Shell Grotto" e poi rimanere nel paesino, ma alla fine, dopo essere stata alla grotta, ho fatto due passi e poi sono tornata verso casa.
La "Shell Grotto" e' una grotta le cui pareti sono ricoperte di conchiglie. E' bellissima, un luogo magico, quasi surreale.
Tornando verso la fermata dell'autobus ho poi voluto visitare una chiesa, senza pensare che fosse mezzogiorno. Sono entrata percio' nel bel mezzo della funzione, ma nessuno sembrava essere turbato.
Un uomo e una donna mi hanno accolto super calorosamente scambiandomi per una fedele, una pecorella smarrita da riunire al gregge. E' stato strano e piuttosto "creepy". Loro erano davvero dolci e gentili, ma in un modo pauroso, non so come spiegare.
Per riprendermi dal trauma ho quindi deciso di andare a pranzo in un ristorante italiano che avevo addocchiato la settimana scorsa.
e' stato bellissimo.
Ho mangiato con la vista sul mare, assaporando i sapori di casa, circondata da camerieri italiani che si sono messi a discutere fra loro mentre dovevo pagare ed e' stato semplicemente bellissimo, proprio quello che mi serviva. Il calore dell mia terra in questo clima gelido.
E cosi' si conclude anche questa settimana.
A domenica prossima,
Fuori inizia a fare davvero freddo, il cielo e' quasi sempre di un grigio pallido, quello che piace a mio papa' perche' dice che rende Ferrara piu' bella.
Qui sicuramente rende tutto piu' caratteristico, in pieno stile british.
Questa settimana e' stata piena di alti e bassi, la piu' bipolare e altalenante finora (ho dovuto controllare come si scrivesse, mi scuso per gli errori di italiano, perche' inizio a non ricordarmi piu' alcune cose).
Lunedi' a scuola sono stata male di nuovo. Ho aspettato per un po' in una stanzina apposta, la "Medical Room", con panche, cuscini, una coperta e un distributore d'acqua e poi, dato che nessuno riusciva a venirmi a prendere e l'Head del Sixth Form era impegnata, mi hanno chiamato un taxi e sono andata a casa.
Ero davvero abbattuta e stanca di stare male, percio' la sera mi Paul e Anita mi hanno accompagnata all'ospedale, dove ho ricevuto un parere medico, una dignosi e una cura. Ora le cose sembrano andare bene.
All'ospedale ho avuto l'ennesima prova della mia strabiliante fortuna.
Il medico che mi ha visitato, infatti, era asiatico (non ben identificato) e con un accento incredibilmente marcato. Ho dovuto cosi' ripetere tutto cio' che mi veniva detto per essere sicura di capire bene. Faticoso, ma alla fine ce l'ho fatta.
Martedi' e mercoledi' sono quindi stata a casa a riprendermi, ma il mio morale ha avuto un crollo.
Il problema, la cosa che piu' ho avvertito in quei due giorni, era la mancanza del concetto di famiglia, ancora piu' che la mancanza della mia famiglia.
La mia host family e' gentile con me, mi ci trovo tutto sommato bene, ma le persone sono generalmente piu' fredde. A tavola si parla poco o niente, la sera sul divano uguale.
Mi mancano le risate, le conversazioni piu' o meno impegnate, le cose fatte insieme, le uscite.
Ma tutte queste mancanze mi stanno temprando, mi stanno rendendo piu' forte, mostrando lati del mio carattere che non sapevo di possedere e facendomi rivalutare l'idea che avevo del mio Paese.
Giovedi' la mia scuola ha deciso di ricordarmi quanto io non capisca la fisica, ma il rientro ha riportato su di quota il mio morale. Nessuna news di particolare rilevanza, se non un Livello 7 (corrispondente al massimo) nella verifica di matematica inaspettatissimo.
Venerdi' e' stato il giorno in cui credo di aver ricevuto piu' complimenti in tutta la mia vita.
Dopo la scuola sono andata prima a Ramsgate e poi in una clinica vicino a casa per registrarmi al GP e avere cosi' accesso ai medici di base.
A Ramsgate ho fatto una foto per la fototessera, o meglio, me la sono fatta scattare dal proprietario del negozio. Arthur, questo il suo nome, mi ha raccontato di aver fatto tante foto, ma che la mia era assolutamente tra le migliori, che il mio sguardo fisso in camera era magnetico.
Davvero carinissimo e super attivo per avere circa novant'anni.
Nel frattempo nel negozio e' entrato anche un ragazzo piu' giovane che, dopo essersi complimentato a sua volta, ha scoperto che ero italiana e ha iniziato a tenere un sermone su quanto gli sarebbe piaciuto visitare il Bel Paese e trovarsi una fidanzata italiana (e, data la stazza, poi mangiarsela, presumo).
Successivamente sono passata a trovare la cameriera dolcina, abbiamo preso un cffe' assieme (che mi ricordava tantissimo quelli che si bevono in Argentina) e anche lei mi ha riempita di commenti carini, finendo per alzarsi nel bel mezzo della conversazione per mettersi il rossetto, perche' cosi' "sfigurava meno".
Infine l'infermiera alla reception della clinica mi ha chiamato "sweetheart" per tutta la durata del nostro incontro ed e' stata la dolce chiusura di un dolce pomeriggio.
Sabato, ieri, sono poi tornata a Ramsgate per vedere la biblioteca.
Leggere mi manca e leggere in inglese mi aiutera' anche con la lingua, quindi la prossima settimana tornero' e faro' la carta.
Dato il bel tempo (oggi totalmente scomparso), ho fatto un giretto per il paese, entrando in alcuni negozietti o semplicemente guardandomi intorno.
Ramsgate mi piace, davvero tanto.
Tra le altre cose, sono entrata in una delle volte vicino al porto, una specie di garage in cui una signora vendeva di tutto. Per tutto, intendo davvero tutto.
Infine oggi sono andata a Margate.
L'idea originale era quella di visitare la "Shell Grotto" e poi rimanere nel paesino, ma alla fine, dopo essere stata alla grotta, ho fatto due passi e poi sono tornata verso casa.
La "Shell Grotto" e' una grotta le cui pareti sono ricoperte di conchiglie. E' bellissima, un luogo magico, quasi surreale.
Tornando verso la fermata dell'autobus ho poi voluto visitare una chiesa, senza pensare che fosse mezzogiorno. Sono entrata percio' nel bel mezzo della funzione, ma nessuno sembrava essere turbato.
Un uomo e una donna mi hanno accolto super calorosamente scambiandomi per una fedele, una pecorella smarrita da riunire al gregge. E' stato strano e piuttosto "creepy". Loro erano davvero dolci e gentili, ma in un modo pauroso, non so come spiegare.
Per riprendermi dal trauma ho quindi deciso di andare a pranzo in un ristorante italiano che avevo addocchiato la settimana scorsa.
e' stato bellissimo.
Ho mangiato con la vista sul mare, assaporando i sapori di casa, circondata da camerieri italiani che si sono messi a discutere fra loro mentre dovevo pagare ed e' stato semplicemente bellissimo, proprio quello che mi serviva. Il calore dell mia terra in questo clima gelido.
E cosi' si conclude anche questa settimana.
A domenica prossima,
"a volte sogno al contrario
spesso ho nostalgia
un bel giorno che piove
vieni e portami via"
xx
Giulia.
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